Esplora il territorio

Il territorio di Povoletto conserva un ricco patrimonio culturale, dove storia e memoria emergono in castelli, ville, chiese e antichi insediamenti. Attraverso queste testimonianze è possibile ripercorrere i cambiamenti del paesaggio nel tempo e conoscere la storia delle comunità che lo hanno abitato.

s

Avviso al pubblico: Il Museo Antiquarium è temporaneamente chiuso al pubblico per lavori di ristrutturazione. Ci scusiamo per il disagio e vi terremo informati sulla data di riapertura.

Il Castello della Motta

I resti del Castello della Motta, antica proprietà della famiglia Savorgnan, sorgono nei pressi della frazione di Savorgnano al Torre, su un rilievo situato tra il torrente Torre e il rio Motta. La posizione, naturalmente rialzata rispetto al territorio circostante, permetteva di controllare l’area e le principali vie di passaggio.

Nel corso dei secoli, a 222 metri di quota, l’area fu occupata da diverse strutture organizzate in più settori. Nella parte più alta si trovavano il mastio e altri edifici signorili; una seconda zona era caratterizzata dalla presenza di ulteriori costruzioni, mentre un’area più ampia e in parte pianeggiante era racchiusa da una cinta muraria. Qui si ritiene fosse collocato il “borgo” che gravitava intorno al castello, con gli spazi destinati alla vita quotidiana di chi abitava e lavorava all’interno del complesso.

L’ingresso al castello avveniva da nord-est e la sua difesa era assicurata non solo dalla posizione sopraelevata, ma anche dalla presenza di un fossato artificiale. Il complesso riuniva in questo modo gli spazi destinati alla residenza, alla difesa e alla vita del borgo in un insediamento articolato e strettamente legato al territorio circostante.

Chiese e Ville

Il territorio di Povoletto conserva un ricco patrimonio culturale, dove storia e memoria emergono in castelli, ville, chiese e antichi insediamenti. Attraverso queste testimonianze è possibile ripercorrere i cambiamenti del paesaggio nel tempo e conoscere la storia delle comunità che lo hanno abitato.

Chiesetta di S. Pietro Apostolo

Chiesa - Magredis - fine XIV, inizio XV secolo

Chiesetta di S. Pietro Apostolo

A Magredis, dietro l’aspetto misurato e suggestivo della chiesetta di San Pietro Apostolo si nasconde un prezioso patrimonio di affreschi. Risalente alla fine del Trecento o agli inizi del Quattrocento, l’edificio conserva nell’abside un articolato ciclo realizzato da Gian Paolo Thanner: gli Apostoli, le scene di vita di San Pietro, la Santa Trinità e i Quattro Evangelisti animano le pareti e la volta. Più in basso, quasi a riportare lo sguardo dalla dimensione sacra a quella quotidiana, un anonimo pittore popolare ha raffigurato i Dodici mesi attraverso i lavori agricoli che scandivano il ritmo delle stagioni. Un ciclo raro e prezioso, considerato una testimonianza unica nel patrimonio artistico della regione.
Chiesetta di San Leonardo

Chiesa - Bellazoia - XIV secolo

Chiesetta di San Leonardo

La chiesetta di San Leonardo conserva nell’aspetto sobrio le tracce delle diverse epoche che ne hanno segnato la storia. Immersa nel verde di Bellazoia, la chiesa di origini trecentesche, fu ampiamente rimaneggiata nel XVII secolo, quando vennero aggiunti l’abside quadrata e il portico aperto su tre lati. Sulla parete dell’aula originaria sopravvive un prezioso frammento di affresco della Madonna con Bambino, risalente alla fine del XIV o agli inizi del XV secolo, accanto alla figura di San Leonardo, unica testimonianza delle decorazioni quattrocentesche che un tempo ne ricoprivano le pareti. La facciata, sormontata dalla piccola monofora campanaria, si apre su uno spazio appartato, delimitato da un basso muretto in pietra che accompagna la chiesetta e ne custodisce l’atmosfera discreta.
Chiesetta di San Nicolò

Chiesa - Primulacco - XI secolo

Chiesetta di San Nicolò

In quello che un tempo era il centro di Primulacco si trova la chiesetta di San Nicolò Vescovo che conserva ancora oggi le tracce di una storia lunga secoli. Documentata già nel XIV secolo, fu ricostruita tra il XVI e il XVII secolo e custodisce al suo interno un prezioso ciclo di affreschi realizzati in epoche diverse. La mano di Gian Paolo Thanner si riconosce nel ciclo del 1544, che raffigura la Trinità, gli Apostoli, scene della vita di San Nicolò e della Passione di Cristo, insieme ai Padri della Chiesa e ai Quattro evangelisti. Sulla facciata, invece, si conserva la caratteristica bifora campanaria, mentre il campanile in pietra, proveniente da Racchiuso, fu collocato qui solo nel 1903.
Chiesetta di San Vitale

Chiesa - Siacco - XIV secolo

Chiesetta di San Vitale

Accanto al cimitero di Siacco, la chiesa di San Vitale custodisce una storia che affonda le sue radici nel Medioevo: è infatti citata per la prima volta in un testamento del 1338. L’edificio, nelle forme attuali risalente alla fine del XV agli inizi del XVI secolo, conserva l’originaria pianta rettangolare, preceduta da un caratteristico portico quadrato con copertura a capanna. All’interno, un affresco dedicato ai santi Ermacora e Fortunato mantiene viva una devozione ancora oggi profondamente legata alla comunità locale. A impreziosire l’ambiente si trova inoltre l’altare maggiore in marmo, opera di Adeodato Periotti, attivo in Friuli tra il 1770 e il 1812.
Domus Magna

Villa - Belvedere - XV secolo

Domus Magna

Nel cuore della frazione di Belvedere, la Domus Magna domina il territorio circostante dal 1476, a controllo della via del guado sul Torre e della strada che collegava Attimis a Udine grazie alla sua posizione strategica. Sulla facciata si apre un'elegante trifora sotto la quale è raffigurato uno stemma famigliare con rappresentati un leone rampante e un drago alato come cimiero. Si tratta dello stemma dei conti Partistagno, ramo Cucagna, a cui la villa appartenne per diversi anni. Il complesso comprende l’ampio edificio padronale e un’ala più bassa, mentre nei pressi dell’ingresso si staglia un edificio rustico che ricorda l’antica presenza del corpo di guardia. Della chiesetta di San Bartolomeo, ormai scomparsa, rimangono invece la cinta muraria e un’icona posta all’esterno, a conservarne la memoria.
Oratorio di Santa Eurosia

Chiesa - Marsure di Sopra - XVII secolo

Oratorio di Santa Eurosia

Nel verde di Marsure di Sopra, accanto alla Villa Zanardi-Landi, si trova il piccolo Oratorio di Santa Eurosia, costruito nel 1698 dalla famiglia Alpruni di Borgovalsugana. La sua semplice facciata e le dimensioni raccolte custodiscono una storia legata alla terra: Santa Eurosia, a cui è dedicato, era infatti invocata come protettrice dei raccolti e contro le tempeste, fulmini e grandinate. Nel corso del tempo l’oratorio seguì le stesse vicende della villa, passando dai Lampertico ai Marchesi Mangilli nel 1880, fino agli attuali proprietari, la famiglia Zanardi-Landi. All’interno, l’altare in marmo bianco e i sedili lignei originali contribuiscono a conservare l’atmosfera intima della chiesetta.
Villa Coren Cecioni

Villa - Siacco - XVII secolo

Villa Coren Cecioni

Già agli inizi del Seicento cuore di una grande azienda agricola, Villa Coren-Cecioni si apre con un ampio giardino. Nel Settecento fu ristrutturata e abbellita dai conti di Belgrado, dopo la sua appartenenza ai nobili Caselli. Nel 1815 arrivò alla famiglia Coren, oggi Cecioni, a cui appartiene ancora. La parte più antica del complesso è rappresentata dal corpo centrale, a sua volta affiancato da due ali laterali e da edifici rustici che, insieme all’antico “foladôr”, racchiudono una corte con ingresso separato, ancora capace di raccontare l’originaria vocazione agricola del complesso. All’esterno, le caratteristiche peschiere semicircolari, alimentate dalle acque della Roggia Cividina, completano il paesaggio della villa.
Villa Mangilli

Villa - Savorgnano al Torre - XVII secolo

Villa Mangilli

Un elegante cancello in ferro battuto custodisce l’ingresso di Villa Mangilli, nella frazione di Savorgnano al Torre. La villa circondata da un ampio e curato giardino all’italiana acquisì l’aspetto attuale nel corso del Settecento ad opera della famiglia Di Lenna. L’edificio risaliva al secolo precedente ma fu a quell’altezza che venne ampliata e ristrutturata. Oltre alle funzioni di rappresentanza e residenza nel corso dei secoli la villa è stata un luogo di lavoro e attività: dalla concia delle pelli all’allevamento dei bachi da seta. Tracce di queste funzioni sono ancora riconoscibili nel cortile retrostante delimitato da edifici rustici. A fine Ottocento la villa ha ospitato il poeta friulano Enrico Fruch che in quel periodo insegnava alla scuola elementare di Ravosa.
Villa Mangilli-Schubert

Villa - Marsure di Sotto - XVII secolo

Villa Mangilli-Schubert

Un elegante giardino introduce Villa Mangilli-Schubert, nata come centro dell’attività agricola della famiglia Mangilli e divenuta nel tempo la loro dimora di campagna. I Mangilli acquistarono il complesso nel XVII secolo, ampliandolo e abbellendolo nel corso del Settecento, e il legame tra la parte signorile e quella produttiva è ancora ben conservato e riconoscibile nella corte retrostante e negli edifici rustici. A completare il complesso ci sono la chiesetta padronale dedicata alla Natività di Maria, nella sua forma originaria risalente al 1676 e l’antico “foladôr”, destinato alla lavorazione dell’uva per la produzione del vino.
Villa Pitotti

Villa - Povoletto - XX secolo

Villa Pitotti

Appena fuori dal centro abitato sorge Villa Pitotti. Povoletto è a poca distanza ma la villa è circondata dal verde e da alti alberi. La struttura signorile, risalente al secolo scorso, richiama lo stile liberty ed è stata recentemente ristrutturata. Al suo interno sono conservate le collezioni dell’Antiquarium della Motta, con la collezione archeologica proveniente dagli scavi del castello della Motta, e la Mostra del Fossile, che raccoglie un’importante collezione di fossili provenienti dal territorio regionale e da altre aree.
Villa Savorgnan

Villa - Savorgnano al Torre - XVI secolo

Villa Savorgnan

Sulla collina a est di Savorgnano al Torre, sorge la storica Villa Savorgnan, la cui presenza è ancora riconoscibile grazie ad una delle sue due torri, ben visibile dalla pianura. Costruita nel XVI secolo dai Savorgnan della Bandiera, la villa aveva un aspetto fortificato e ospitava la famiglia, oltre ad essere sede amministrativa del feudo. L’aspetto attuale della villa è il risultato della ristrutturazione effettuata dopo i danni provocati dal terremoto del 1976. Ciononostante, il corpo centrale, le due ali laterali più basse, gli edifici rustici e la cappella gentilizia dedicata all’Annunziata, raccontano ancora oggi il ruolo che la famiglia Savorgnan ebbe nella storia del territorio.
Villa Zanardi Landi

Villa - Marsure di Sopra - XVII secolo

Villa Zanardi Landi

Sul retro di Villa Zanardi-Landi si apre un ampio e curato parco, impreziosito da un laghetto alimentato dalle acque della Roggia Cividina. Nella frazione di Marsure di Sopra, il complesso si sviluppa attorno al corpo centrale, preceduto dall’elegante corte d’onore e affiancato da due ali laterali e dagli edifici rustici legati alle attività agricole. La proprietà passò di mano in mano nel corso dei secoli: dagli Alpruni di Borgovalsugana ai Lampertico, che ristrutturarono la villa, ai Marchesi Mangilli nel 1880 e, infine, agli attuali proprietari, la famiglia Zanardi-Landi. A completare l’elegante complesso, il piccolo oratorio di Santa Eurosia, eretto nel 1698.