Mostra del fossile
di PovolettoUn viaggio nel tempo profondo, nella storia geologica e paleontologica del Friuli Venezia Giulia. L’esposizione guida tra i fossili di creature ormai scomparse e rarità geologiche.
Avviso al pubblico: Il Museo Antiquarium è temporaneamente chiuso al pubblico per lavori di ristrutturazione. Ci scusiamo per il disagio e vi terremo informati sulla data di riapertura.
Una storia lunga milioni di anni
La Mostra del fossile raccoglie una ricca collezione di reperti provenienti dal Friuli e da altre aree italiane, attraverso i quali è possibile ripercorrere milioni di anni di storia della Terra e scoprire l’evoluzione degli ambienti e delle forme di vita che li hanno abitati.
Il Friuli Venezia Giulia conserva una straordinaria testimonianza della storia della Terra: nel territorio regionale sono presenti rocce e fossili che raccontano oltre 450 milioni di anni di storia, dal Paleozoico al Quaternario. La Mostra del fossile di Villa Pitotti permette di ripercorrere questo lungo viaggio attraverso numerosi reperti: trilobiti e felci del Paleozoico, stelle marine e altri organismi del Triassico, ammoniti del Giurassico, pesci del Cretacico e tracce di organismi marini del Cenozoico.

La fossilizzazione: un processo da scoprire

La fossilizzazione è un processo che permette di conservare nella roccia le testimonianze della vita del passato. La Mostra del Fossile ne presenta alcuni esempi concreti, tra cui modelli interni di gasteropodi, ammonoidi, trilobiti e bivalvi, attraverso i quali è possibile comprendere i diversi processi che portano alla formazione di un fossile e il loro valore per lo studio delle rocce, dei cambiamenti climatici e dell’evoluzione degli esseri viventi.
Da approfondire alla Mostra:
ORSO DELLE CAVERNE
Circa 120.000 anni fa ebbe inizio l’ultima glaciazione, la glaciazione di Würm, che raggiunse la sua massima estensione tra 250.000 e 17.000 anni fa, ricoprendo gran parte del territorio settentrionale del Friuli. Le grotte delle Prealpi Giulie offrivano rifugio a numerosi grandi mammiferi, dei quali ancora oggi vengono ritrovati i resti.
Tra questi c’è l’Ursus spelaeus, l’Orso delle caverne, rappresentato nella Mostra del fossile dallo scheletro di un esemplare proveniente dalla grotta Crêt del Landri, nei pressi di Borgo Salandri, vicino ad Attimis.


IL MEGASTRATO PIÙ SPESSO DEL MONDO
Tra 60 e 45 milioni di anni fa, il Friuli orientale era occupato dal Bacino Giulio, una profonda depressione marina delimitata a sud-ovest dalla Piattaforma Friulana e a nord-est dai primi rilievi delle Alpi Giulie. Sul suo fondale si depositavano strati di sabbia e fango che, alternandosi, formarono il flysch.
Circa 55 milioni di anni fa, l’intensa attività tettonica provocò imponenti frane sottomarine dal margine della Piattaforma Friulana. Il materiale precipitò nel bacino formando enormi strati, i megabeds o megastrati, alternati al flysch.
Uno di questi affiora ancora oggi a Vernasso, nei pressi di Cividale del Friuli, ed è considerato il megastrato più spesso conosciuto al mondo.
